<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Codice della Strada
   
 
PATENTE: PERDITA E RECUPERO DEI PUNTI

INTRODUZIONE

La patente a punti non rappresenta uno strumento repressivo ma ha natura prevalentemente cautelare: impedisce al conducente meno virtuoso di guidare se supera un certo numero di illeciti ma, al tempo stesso, premia il conducente più virtuoso che non commette infrazioni.
Il nuovo sistema si affianca al sistema sanzionatorio già esistente: per le violazioni più gravi (es. guida in stato di ebbrezza, eccesso di velocità oltre i 40 km/h, guida con patente di categoria diversa, inversione di marcia in autostrada, eccetera), la sospensione immediata della patente di guida, già prevista, resta in vigore e viene affiancata anche da una perdita di punti.
Alla perdita totale del punteggio non consegue la sospensione immediata della patente di guida ma la sua revisione, cioè la verifica ? attraverso la ripetizione degli esami teorici e pratici ? della permanenza della necessaria abilità alla guida.
L'inserto analizza il funzionamento della patente a punti offrendo un utile strumento di consultazione per l’utente e di approfondimento per l’operatore di polizia.

A chi si applica...

La patente a punti si applica a tutti i titolari di patente di guida italiana o straniera che commettono violazioni in Italia.
Non si applica, invece, al certificato di idoneità alla guida per ciclomotori perché questo documento non è una patente.

Il punteggio iniziale... e le decurtazioni per gli Indisciplinati

A tutte le patenti italiane viene attribuito un punteggio iniziale di 20 punti.
Questa dotazione, può diminuire, se vengono commesse violazioni che comportano perdita di punteggio o può aumentare, se il conducente non commette infrazioni.
Gli indisciplinati sono puniti in base alla gravità dei comportamenti. I punti vengono loro sottratti a seguito dell'accertamento di infrazioni alle norme di comportamento indicate nella tabella allegata al codice. La sottrazione può andare da 1 a 10 punti in relazione alla gravità della violazione, per i neopatentati la sottrazione raddoppia.

Aumento dei punti per i più virtuosi

La patente a punti non è solo uno strumento di repressione ma anche un modo per premiare i conducenti più corretti per i quali il punteggio iniziale può anche aumentare. Infatti, se nel corso di un biennio, il titolare di patente non commette infrazioni che comportano decurtazione di punteggio, beneficia dì un "bonus" di 2 punti, che si aggiungono alla sua dotazione iniziale. Se continua nel suo comportamento corretto e rispettoso delle regole, il punteggio aumenta ancora di 2 punti ogni 2 anni, fino a raggiungere un massimo di 30 punti.

Limite di decurtazione per più violazioni che comportano perdita di punti (ma solo per le infrazioni meno gravi)

Qualora vengano accertate contemporaneamente più infrazioni, possono essere tolti al massimo 15 punti complessivi, anche se derivanti da raddoppio per i neopatentati.
Tuttavia, nessun beneficio è previsto se il conducente ha commesso violazioni gravi. Infatti, la limitazione del massimo punteggio cumulabile non si applica nei casi in cui, anche per una sola violazione, è prevista l'applicazione della sospensione o della revoca della patente. In questi casi, infatti, ì punti previsti per ciascuna infrazione si sommano in modo pieno anche oltre il limite di 15 punti, con la conseguenza che si può perdere tutta la dotazione di punti anche con un solo accertamento.

Cinture di sicurezza: è vero che si risponde anche dei passeggero?

La perdita di 5 punti, quando la violazione riguarda il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza o dei dispositivi di ritenuta da parte dei passeggero trasportato, si applica al conducente solo se il passeggero è minorenne e se a bordo dei veicolo non è presente chi è tenuto alla sua sorveglianza. La violazione commessa dal passeggero maggiorenne, perciò, non comporta sanzione a carico dei conducente ma a carico dello stesso passeggero, senza, tuttavia, perdita di punti da parte di quest'ultimo. Così, ad esempio, se il figlio, dei conducente non è adeguatamente protetto da cinture o sistemato su un seggiolino e a bordo dei veicolo non si trova anche l'altro genitore, della violazione dei bambino risponde il genitore con una sanzione amministrativa e con la perdita di 5 punti dalla sua
a sua patente. Se, invece, a bordo è presente l'altro genitore, dei minore risponde solo quest'ultimo con una sanzione amministrativa pecuniaria ma senza perdita di punteggio.

Quando si applica il limite massimo di 15 punti

Mentre si conduce un motoveicolo senza casco (? punti 5) con sporgenze laterali oltre il limite consentito punti 1) e si commettono, in rapida successione temporale, un passaggio con il rosso al semaforo punti 6), una svolta a sinistra irregolare (? punti 2), una mancata precedenza all'incrocio (? punti 5), tenendo una velocità inadeguata (? punti 5) e quindi ci si ferma irregolarmente sulla fermata dei bus (? punti 2). Per fortuna dei conducente indisciplinato, nessuna di queste violazioni comporta la sospensione della patente e, così, beneficia del limite massimo nel cumulo dei punti totalizzando 15 punti anziché 26. E ciò anche se è neopatentato.

Raddoppio dei punteggio per neopatentati

L'inesperienza nella guida è punita più gravemente. Infatti, per le patenti rilasciate dal l' ottobre 2003 (a persone che non siano già titolari di altra patente di categoria B o superiore), è prevista la riduzione del punteggio in misura doppia, per ogni singola violazione commessa entro i primi tre anni dal rilascio. A questi conducenti può quindi essere sufficiente una sola grave infrazione (di quelle che comportano la sospensione della patente e la decurtazione di 10 punti) per la perdita totale del punteggio e la conseguente necessità di sottoporsi all'esame di revisione.

IL PROPRIETARIO NON PERDE l PUNTI

Li perde solo chi guida (e solo per veicoli per i quali occorre la patente)

La perdita di punteggio interessa sempre e soltanto il conducente quando è stato identificato al momento dell’infrazione o successivamente e presuppone che la violazione sia commessa alla guida di un veicolo che richiede la patente. Quindi nessuna perdita di punteggio è prevista per il proprietario del veicolo che non lo conduce, per i passeggeri (neanche quando non indossano le cinture di sicurezza) o per i titolari di patente che si trovano alla guida di veicoli per i quali non occorre la patente di guida (ad esempio biciclette e ciclomotori).

Quando non si applica il limite massimo di 15 punti

Mentre si conduce un motoveicolo senza casco (? punti 5) con sporgenze laterali oltre il limite consentito (? punti 1) e si commettono, in rapida successione temporale, un passaggio con il rosso al semaforo (? punti 6), una svolta a sinistra irregolare (? punti 3), una mancata precedenza all’incrocio (? punti 5), tenendo una velocità superiore al limite di oltre 40 Km/h (? 10). Per il conducente indisciplinato che commette una violazione grave (come quella relativa al superamento dei limiti massimi di velocità di oltre 40 Km/h) per la quale il codice prevede la sospensione immediata dalla patente di guida, non c'è nessuno sconto. Totalizzerà più di 20 punti e sarà costretto a ripetere gli esami della patente.

Cosa accade se il conducente non è stato identificato

Quando il conducente non è stato identificato (ad esempio quando la violazione è stata accertata con un apparecchio di controllo remoto o un misuratore di velocità) i punti non vengono mai sottratti al proprietario del veicolo anche se è una persona munita di patente di guida.
Perciò se il proprietario del veicolo (oppure chi lo ha noleggiato in caso di locazione o leasing) riceve un verbale di contestazione in cui il conducente non è identificato, ha obbligo di comunicare chi era alla guida del veicolo entro il termine di 30 giorni dal momento in cui gli viene notificato il verbale di contestazione.
Se la comunicazione all'ufficio di polizia che ha spedito il verbale non viene effettuata ovvero quando questa comunicazione non consente di risalire all’identità del conducente, il proprietario del veicolo si vedrà recapitare un nuovo verbale di contestazione per non aver adempiuto correttamente al suo obbligo (violazione dell'art. 180 co, 8, con una sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 357 euro).

QUANDO AVVIENE LA PERDITA DEI PUNTI

La perdita dei punti non è immediata e non è disposta dall’agente di polizia che compila il verbale. L’effettiva sottrazione di punti è possibile solo se la violazione accertata e contestata è definita e quando giunge la comunicazione del Dipartimento dei trasporti terrestri e dei sistemi informativi e statistici.
La contestazione si intende definitiva quando:
• Sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria in misura ridotta;
• in mancanza, quando siano scaduti i termini per proporre ricorso amministrativo o giurisdizionale;
• quando detti ricorsi, se presentati, siano stati respinti, con atto definito.

Ho la patente A da 2 anni e sto per prendere la B: quando la conseguirò sarò ancora neopatentato?

Chi ha conseguito la patente A prima dei lo ottobre 2003, nel conseguire la patente B dopo quella data, sarà considerato neopatentato ai fini dei raddoppio dei punteggio. Se, invece, il titolare di patente B prima dei 10 ottobre 2003 consegue dopo quella data una patente di categoria superiore, non è considerato neopatentato.

Indicazione dei punti nel verbale

Gli operatori di polizia stradale che accertano una violazione che comporta perdita di punti, devono sempre indicare a chi l’ha commessa che la violazione comporta una sottrazione a suo carico. Viene perciò inserita un’annotazione nel verbale di contestazione che, gli viene consegnato o notificato per posta.

Come verificare il proprio punteggio

Si può controllare in tempo reale presso l’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida lo stato della propria patente. Presso il portale Internet dei ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è disponibile un sistema di consultazione diretta e riservata della propria posizione chiamando il numero verde 848.782.782.
Tutte le operazioni relative alla patente a punti sono infatti gestite da un elaboratore elettronico dei ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sono effettuate per via telematica.

Cosa accade quando la sanzione è stata pagata

Entro 30 giorni da quando riceve la notizia del pagamento, l’ufficio di polizia trasmette la comunicazione all’archivio degli abilitati alla guida tenuto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Che succede se la sanzione non è stata pagata e non c'è ricorso

In assenza di notizia dell’avvenuta presentazione di ricorsi e dell’effettuazione del pagamento della sanzione pecuniaria (cioè entro 60 giorni quando ammesso il pagamento in misura ridotta ovvero entro il termine fissato dall’ordinanza ingiunzione, quando questo non è ammesso) l’ufficio di polizia, entro i successivi 30 giorni, provvede a comunicare la violazione all’archivio degli abilitati alla guida.

Cosa succede se sono presentati ricorsi

Se sono presentati i ricorsi al prefetto o al Giudice di pace, invece, il termine per la comunicazione della violazione viene sospeso fino a quando l’organo di polizia non ha notizia del loro esito. Se il ricorso è accolto, naturalmente, il punteggio non viene perso; se viene respinto, invece, è disposta la perdita di punti.

Comunicazione/ all’utente della perdita di punteggio

Quando la decurtazione viene annotata dall’archivio nazionale degli abilitati alla guida, l’utente riceve al proprio domicilio una comunicazione della avvenuta riduzione.

Cosa è possibile fare contro Il provvedimento di revisione della patente?

L’atto con il quale è disposta la revisione è definitivo, cioè contro di esso si può proporre ricorso al Tribunale amministrativo regionale o al capo dello Stato, ma non si può fare ricorso al prefetto o al Giudice di pace perché questi rimedi erano possibili solo contro i verbali dai quali scaturisce la perdita di punteggio.

REVISIONE DELLA PATENTE PER PERDITA TOTALE DEL PUNTEGGIO

Alla perdita totale del punteggio disponibile viene disposta la revisione della patente da parte dell’ufficio provinciale del Dipartimento dei trasporti terrestri (già Motorizzazione civile). Il titolare di patente, perciò, entro 30 giorni dal momento in cui riceve l’invito (che è notificato al suo domicilio con raccomandata) deve prenotare gli esami di teoria e di pratica.

Cosa è possibile fare quando si riceve la comunicazione di perdita dei punteggio

Se viene recapitata una comunicazione di perdita di punteggio e si ritiene che questa non sia corretta, è possibile comunicarlo all’ufficio dei ministero delle infrastrutture e dei Trasporti che l’aveva spedita. Contro questa comunicazione, infatti, non è ammesso ricorso al prefetto o al Giudice di pace perché non si tratta di un verbale. Ciò consentirà a quell’ufficio di provvedere alle opportune rettifiche, se possibile o comunque di informare l’ufficio di polizia che aveva effettuato la comunicazione affinché provveda alle necessarie verifiche. Questa comunicazione è possibile solo per errori formali (esempio dati errati all’interno dei verbale) oppure per difetti dei procedimento di comunicazione (esempio è stato presentato ricorso contro il verbale e non è stato ancora deciso).

Sospensione della patente per mancata presentazione alla revisione

Entro 30 giorni dalla notificazione dell’invito a revisione, il conducente deve sottoporsi a revisione della patente, ma nel frattempo può continuare a guidare essendo la patente perfettamente valida.
Se però non si presenta all’esame (o, comunque, non ne chiede la prenotazione) entro i detti 30 giorni, la patente viene sospesa a tempo indeterminato ed il conducente non può più guidare,

RICORSI CONTRO LA DECURTAZIONE DEI PUNTI DALLA PATENTE

Se è prevista la perdita del punteggio dalla patente nel verbale sono indicati quanti punti si perdono per ogni violazione. La perdita effettiva del punteggio dalla patente si verifica solo dopo che si è concluso il procedimento; se è stato presentato ricorso, perciò, il punteggio viene decurtato solo dopo la decisione del prefetto o del Giudice di pace di confermare la violazione accertata. Gli uffici di polizia, infatti, provvedono a comunicare la violazione al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che gestisce l’archivio nazionale degli abilitati alla guida, che, in seguito, comunicherà all’automobilista, a mezzo lettera, che ha effettivamente provveduto a togliere i punti dalla sua patente.
Non si può presentare ricorso solo per chiedere che non siano sottratti i punti dalla patente. Infatti, la decurtazione di punti consegue, in modo automatico, alla violazione.
Quando giunge la comunicazione dell'effettiva decurtazione di punti da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, non si può più ricorrere al Giudice di pace. E’ tuttavia possibile un ricorso al Tar se sono presenti vizi nel numero dei punti decurtati (ad esempio sono stati detratti più punti di quelli previsti, decurtazione a carico di soggetto non conducente, eccetera). Contro questo atto è anche possibile un ricorso straordinario al presidente della Repubblica (entro 120 giorni). Tuttavia, prima di attivare questi rimedi, che impongono di rivolgersi comunque a un legale, quando l’errore è palese (ad esempio quando è ancora in piedi un ricorso contro il verbale oppure quando il ricorso presentato è stato accolto), ci possiamo rivolgere direttamente all’ufficio da cui dipende chi ci aveva fatto il verbale che ha determinato la perdita di punteggio, chiedendo di correggere l’errore in modo autonomo (cioè, in gergo giuridico, “in autotutela”).

COME RECUPERARE I PUNTI PERSI

Se si è perso tutto il punteggio disponibile, occorre rifare gli esami. Se, invece, non sì è ancora perso tutto il punteggio si possono recuperare punti in due modi:
- con un comportamento virtuoso cioè non commettendo altre violazioni per il periodo di due anni consecutivi.
Tale periodo di tempo determina la ricostituzione dell’intero punteggio iniziale di 20 punti.
- con la frequenza di appositi corsi di aggiornamento. Questi corsi permettono di riacquistare 6 punti, nel caso di titolari di patenti di sottocategoria A1 e di categoria A, B, BE ovvero, nel caso di titolari di patente di categoria C, CE, D, DE o di certificato di abilitazione professionale di tipo KA e KB, 9 punti.

I CORSI DI RECUPERO

I corsi di aggiornamento, la cui frequenza consente il recupero dei punti della patente di guida, possono essere organizzati dalle autoscuole o da altri soggetti pubblici o privati aventi comprovata esperienza nell’attività di formazione in materia di tutela della sicurezza della circolazione stradale. I corsi possono essere di due tipi in base al punti che consentono di recuperare.

Corsi che consentono di recuperare 6 punti

I corsi per i titolari di patente di guida della sottocategoria A1 e delle categorie A, B, BE che consentono di recuperare sei punti si svolgono in due settimane consecutive e prevedono un serie di lezioni teoriche (massimo 2 ore al giorno) della durata complessiva di dodici ore. Per superare il corso occorre essere presenti almeno a 8 ore. Non è previsto un esame finale.

Corsi che consentono di recuperare 9 punti

Per i titolari di patente di guida delle categorie C, CE, D, DE e per i titolari di CAP di tipo KA e KB, i corsi speciali, consentono di recuperare nove punti. Questi corsi hanno durata di diciotto ore e devono essere svolti in un arco temporale complessivamente non superiore a quattro settimane consecutive; ogni lezione non può avere durata superiore a due ore giornaliere. Sono consentite al massimo sei ore di assenza.

Attenti al corsi

Le regole per l’organizzazione dei corsi sono molto severe:
• ogni corso non può essere frequentato da più di venticinque partecipanti;
• i corsi devono essere tenuti presso locali autorizzati e da un insegnante autorizzato;
• non è possibile l’organizzazione di corsi online o in video?conferenza;
• non si può frequentare più di un corso per ogni comunicazione di perdita del punteggio;
• non si possono frequentare due corsi contemporaneamente;
• se si superano le ore di assenza consentite, il corso deve essere ripetuto;
• se si fanno assenze, ma entro i limiti previsti dalle norme, il corso è valido ma devono essere recuperate le lezioni alle quali si è mancati.

Attestato di recupero dei punteggio

Al termine del corso viene rilasciato un attestato che entro tre giorni dalla fine del corso stesso, viene consegnato all’ufficio provinciale del Dttsis (Dipartimento dei trasporti terrestri e per i sistemi informativi e statistici) per l’aggiornamento dell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida.

PATENTE A PUNTI PER I CONDUCENTI TITOLARI DI PATENTE ESTERA

Per le violazioni commesse in territorio italiano dai titolari di patente rilasciata da uno Stato estero in cui non vige tale sistema, si applica un procedimento simile a quello della patente a punti.
Completato il punteggio disponibile, anziché essere previsto un provvedimento cautelare di revisione della patente, è prevista l’inibizione alla guida di veicoli a motore sul territorio italiano (di durata variabile a seconda del tempo in cui sono commesse le violazioni).

(n.d.r. tratto da Poliziamoderna – organo ufficiale della Polizia di Stato)